[Intro] Dove finisce l’acqua non lo sa nessuno. Forse diventa cielo, forse diventa canto. [Verse 1] La stazione ha odore di ferro, di giornali e caffè caldo, la mia valigia pesa meno del primo giorno sul selciato. Venezia resta dietro il vetro, piano, come una persona cara, non mi trattiene per il braccio, non mi chiede di restare. [Pre-Chorus] Ho una rosa senza petali, una lettera non più mia, e una voce finalmente che non teme nostalgia. [Chorus] Dove finisce l’acqua, io ti lascio andare. Non fuori dalla mia vita, ma fuori dal mio male. Dove finisce l’acqua, comincia un altro mare. [Verse 2] Passano case, pali, nebbia, un cane dorme su una barca, il sole rompe sopra i tetti come una promessa bianca. Non ho risposte perfette, non ho miracoli in tasca, ma il tuo nome non mi taglia quando il treno si allontana. [Pre-Chorus] Forse amare è anche questo: non chiedere ritorno. Tenere il fuoco acceso senza bruciare il giorno. [Chorus] Dove finisce l’acqua, io ti lascio andare. Non fuori dalla mia vita, ma fuori dal mio male. Dove finisce l’acqua, comincia un altro mare. [Piano Interlude] Una nota, poi silenzio. Un respiro, poi la luce. Il finestrino tiene il mondo, il mondo non mi ferisce. [Bridge] Se tornerò, sarà diversa la mia mano sulla pietra. Non verrò per interrogare ogni ponte e ogni finestra. Verrò magari in primavera, con un vestito più leggero, a salutare l’acqua antica come si saluta un pensiero. [Final Chorus] Dove finisce l’acqua, io ti lascio andare. Non fuori dalla mia vita, ma fuori dal mio male. Dove finisce l’acqua, comincia un altro mare. E se Venezia ancora piange, io la sento respirare. [Final Outro] Il treno prende il giorno, la laguna resta blu. Io porto il tuo silenzio senza abitarlo più. Dove finisce l’acqua, forse comincio anch’io. EXCLUDE: abrupt album ending, generic happy ending, bright pop beat, English lines, weak epilogue, overdramatic finale, excessive choir, robotic voice, unresolved story, cliché farewell lyrics